Elisabetta, figlia di Angelo Brunelli e di sua moglie Giulia, nacque alla Fratta (oggi Umbertide) in provincia di Perugia, il 9 luglio 1659. All’età di sedici anni, rimasta orfana di madre, venne corteggiata da un giovane, del quale si innamorò perdutamente. Questi arrivò anche a chiederla in sposa, ma il padre ed il fratello di lei non ne vollero sapere, e ferirono il giovane con una archibugiata quando si presentò sotto le finestre di casa a fare la serenata ad Elisabetta. La ragazza venne allora affidata, per sicurezza, in qualità di educanda, al monastero di Santa Caterina di Montone, al quale fu accompagnata nel 1676. Pur desiderando, probabilmente per ripicca, di diventar monaca, non rinunciò agli spasimanti, tanto che una volta fu vista parlare con un giovane. Fu sul punto di essere cacciata dal monastero, quando, scusatasi, ci si accontentò di una pubblica penitenza in refettorio. Con un altro giovane ebbe uno scambio epistolare, ed un’altro spasimante si spinse fino a farle la serenata sotto le finestre del monastero. Per raggiungere il suo intento di essere corteggiata, pregò perfino la Madonna, ma un giorno si sentì rispondere internamente: “Come presumi di ricevere grazie da Dio, tu che tanto lo offendi con le tue vanità ed amori?” Fu questo l’inizio della conversione della giovane Elisabetta, che da questo momento mutò totalmente vita. Vestì l’abito benedettino come conversa, prendendo il nome di Teresa Serafina. Col tempo crebbe la fama dei favori a lei concessi da Dio. Serafina fu protagonista di fenomeni mistici straordinari, come estasi, trasverberazione, visioni, levitazione.

Quello che più stupiva in Serafina fu lo straordinario spirito di profezia. L’enorme quantità di scritti, un vero e proprio diario spirituale, con le visioni allegoriche e profetiche solo in parte finora verificatesi, ancor oggi in gran parte inedito, ed i manoscritti sono sparsi in archivi privati ed ecclesiastici. Il suo consiglio era richiesto da personaggi come Vittorio Amedeo II di Savoia, al quale descrisse fin nei dettagli ogni particolare dell’assedio di Torino del 1706, prima che si verificasse, e la corona reale d’Italia per casa Savoia.

Fra le sue sconvolgenti profezie basti ricordare la caduta della monarchia in Francia (vide in sogno una piazza in fermento il re di Francia con una ferita alla testa) e l’avvento di un grande imperatore che avrebbe fatto tremare il mondo (Napoleone). Vide anche un “ponte di luce” che univa la Sicilia con il Regno di Napoli, una sorta di predizione del ponte sullo stretto che si sta progettando solo ai nostri giorni.
Poetessa, è stata anche una sorta di “madre spirituale” per tutti coloro che l’hanno avvicinata durante la sua vita, e per coloro che si sono accostati ai suoi scritti nel corso dei secoli. Morì il 2 ottobre 1729, ed il suo corpo fu sepolto con ogni onore, e quasi di nascosto, nella chiesa di San Fedele di Montone, per il grande afflusso di gente che ne richiedeva reliquie. Dopo la sua morte le consorelle ed i molti suoi devoti, raccolsero le testimonianze e gli scritti di Serafina, in vista di un processo di beatificazione. Nel 1828 si tentò di fare la ricognizione canonica delle reliquie della Serva di Dio, ma il corpo non venne ritrovato nella sepoltura originaria, forse trafugato o nascosto durante le invasioni francesi. Il vescovo Giovanni Muzi nel 1844 la incluse ufficialmente nell’elenco dei Servi di Dio della diocesi di Città di Castello. Le vicende del monastero, che fu soppresso più volte nel corso dei secoli, fino alla sua definitiva estinzione nel 1953, non consentirono di portare avanti il processo di beatificazione. Solo di recente si è riacceso l’interesse per questa straordinaria figura, e alcuni dei suoi scritti sono stati finalmente pubblicati. La Serva di Dio Serafina Brunelli viene commemorata il 2 ottobre, giorno della sua nascita al Cielo.

Articolo a cura di Elvio Ciferri, autore del libro: “Serafina Brunelli – Vita, visioni e profezie della mistica di Montone“.